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Per quanti non utilizzano i social, riportiamo qui alcuni post pubblicati sulla nostra pagina FB “Medicina Biologica Emozionale”

Relazioni SALUTARI
Nella relazione si attivano i processi del singolo IO, che non si conoscono finché non li si vive tramite un altro IO. Portare i propri disagi nella relazione senza rendersene conto e guardare solo ciò che fa l’altro è solo disfunzionale. Per produrre “nutrimento” utile al benessere dei singoli e della coppia bisognerebbe partire dalla consapevolezza di ciò che ciascuno dei partner porta singolarmente nella relazione. Per poi esprimere il proprio IO e cogliere ciò che l’altro dà per migliorare. 
È così che si arriva al NOI, dimensione in cui i due IO potenziati CREANO

IL SACRIFICIO del GENITORE DIVENTA il SACRIFICIO del FIGLIO ! I genitori sono per il bambino l’unico ambiente di riferimento e nutrimento, ed egli arriva al punto di assumere una patologia (anche cronica) perché QUALCOSA NON FUNZIONA NELL’EQUILIBRIO tra i GENITORI (sia a livello dell’IO che del NOI): ad esempio, se uno dei due non si assume qualche responsabilità, anche una mamma superpresente e un papà assente o il contrario. Creano un disagio-sintomo nel bambino anche i genitori che contestano un insegnante, nel senso che mettono in dubbio chi essi stessi hanno scelto per fare le loro funzioni nel contesto scolastico. Anche se lo fanno per proteggere il bambino

Le PATOLOGIE DELLA TERZA ETÀ sono spesso riconducibili alla svalutazione di sé, al fatto che l’anziano sente la perdita del proprio valore. 
Nel corpo questo stato d’animo può portare alla perdita di calcio, di peso… Ma anche quando l’anziano vuole a tutti i costi rivestire il ruolo del capo operativo, ad esempio, in un contesto aziendale, essere il manager full immersion di sempre, biologicamente, si mette in pericolo e può sviluppare disturbi e malattie. 
Perché, in questa fase della vita, cambiano le richieste ormonali del corpo, e, laddove l’anziano desideri vivere ancora il ruolo del dirigente, dovrebbe farlo nella direzione di mettere gli altri in condizione di “lottare” riservandosi la funzione di ELABORARE STRATEGIE, INDIRIZZARE, consigliare. Può esprimere così un ennesimo potenziale di se stesso e dell ambiente che lo circonda.

NON SBAGLIAMO…, MAI!
Per la Natura non c’è niente di sbagliato. Semplicemente, quello che non è in linea con noi, lo evidenzia tramite un sintomo, un disagio per consentire il cambiamento verso l’Equilibrio.
Che è sinonimo di Salute e Benessere! Ciò che facciamo è, infatti, la conseguenza di un atteggiamento che non ci fa vedere cosa è funzionale per noi e cosa va rivisto ai fini del nostro equilibrio. La prospettiva della Natura non è quella sociale ma EVOLUTIVA!

Quel benessere possibile in caso di malattie importanti…
Quando si manifestano certe patologie forti può essere difficile tornare indietro, a quando – tramite il disagio, poi sintomo ricorrente sempre più evidente – si poteva mettere in atto il cambiamento verso l’equilibrio sistemando tutto.
Anche se il processo della malattia è avanzato c’è sempre spazio per migliorare! Come? Riducendo QUELLE SITUAZIONI CHE ALIMENTANO LA PATOLOGIA, come stati di tensione, essere arrabbiati col mondo; rompendo schemi rigidi e tentando la via di un adattamento più morbido.
Intervenire sulla qualità della vita può aprire strade di benessere inaspettato.

DOLORI ALLA SCHIENA: generalmente, indicano che la persona vive una SVALUTAZIONE di sé. A livello LOMBARE può indicare che non si sente abbastanza forte da difendere le proprie posizioni, di essere e di esprimere chi è. Di conseguenza, vive la svalutazione. 
È un disturbo che spesso interessa chi è a capo, chi gestisce…
Se il disagio localizzato verso il BACINO può indicare una non- espressione della creatività, una mancanza di fiducia in sé stessi, un sentito legato alla vergogna, a un tabù. 
Il bacino “respira”… 

Paura del futuro, non-responsabilità verso sé stessi, rimandare, anche sacrificarsi per gli altri, sono tutti comportamenti che possono portare ad alterazioni ormonali fino a patologie importanti.
Tenerci lontani dall’AUTODISTRUZIONE è, infatti, compito biologico del sistema endocrino, che, nella disfunzione, ci segnala che non ci stiamo prendendo la responsabilità del nostro valore, della nostra forza… e ci stiamo mettendo in pericolo (leggi l’Estratto dell’incontro Patologie croniche e tumorali 8/5/19)

Per “fare terapia” abbiamo una vita…dove la vera terapia è la Vita stessa! (cit. #FabrizioCamilletti).

ACCOGLIERE è “riconoscere”… NON DIRE SÌ PER FORZA! Un comportamento che può generare benessere è quello di accogliere le situazioni che ci si presentano per sentire se possono “nutrirci”, se ci appartengono. Da qui decidere se ACCETTARLE o meno, quindi, portarle nel nostro territorio, il nostro spazio vitale. L’opposizione per partito preso è indice che non siamo nel presente.È NATURALE CIÒ CHE FACCIAMO SENZA SFORZO!

Le bugie/disagi del bambino.
Sfide lanciate a mamma e papà, vere e proprie richieste: di essere “nutrito”, di essere riconosciuto nella sua identità, di “socializzare” mediante confronti e nuove esperienze. Sono i tre equilibri della Vita che il bambino cerca.
Senza entrare nel significato biologico in base alle fasi di sviluppo del bambino, ciò si traduce, in una richiesta ai genitori di maggiore responsabilità nel loro ruolo di padre-madre, di “unione”, con sé stessi e con l’altro.
Importante educare il bambino ad aver fiducia in se stesso, a riconoscere la sua unicità attraverso l’identità.
Il bambino tramite le bugie potrebbe anche imitare il comportamento di un genitore che mente, dal momento che il bambino prende per vero tutto ciò che gli arriva!

La PERSONA, Espressione Unica con un ruolo importante per la Vita tutta… non una macchina a cui riparare o sostituire pezzi.
Capace di unire la formazione di ieri, il comportamento di oggi e farli diventare le sue più grandi Potenzialità per il futuro…

Ci scontriamo ancora con i nostri genitori da adulti? Le possiamo dire tutte su di loro, ci fanno impazzire a volte! Eppure, biologicamente, da adulti, ci può essere solo un vero confronto, nessuno scontro. 
Ai fini del nostro benessere, non li possiamo negare.
Un consiglio imposto, meglio accoglierlo, per valutare se dargli spazio nel nostro territorio. 
Più siamo in grado di stabilire l’ordine con loro, più teniamo ordine nel nostro “territorio”= salute. 
Arrabbiarsi con loro equivale ad accettarli totalmente nel proprio territorio senza concedersi la chance di scegliere.

TERAPIA è l’attività biologica che ripristina l’equilibrio nella persona attraverso il CAMBIAMENTO.
Un cambiamento è bio-chimico-fisico, con le stesse leggi della Bio-chimica e della Bio-fisica a cui rispondono le cellule.
È la MODALITÀ DI REAZIONE che ci fa davvero cambiare sul piano fisico, chimico, sulla nostra capacità di agire
L’unico vero problema è che non riconosciamo il problema… poiché se qualcosa interagisce con noi è perché c’è…
Se la persona vedesse il problema l’avrebbe già risolto a metà.

Un lavoro subìto, ereditato, scelto solo per accontentare un genitore… potrebbe essere a capo di una malattia autoimmune.Questo tipo di patologia risponde alla “richiesta biologica” di doversi difendere da qualcuno da cui, però, non ci si può difendere perché è un membro del branco biologico. 
Farlo sarebbe come combattere e mettere in dubbio la propria origine.Il legame biologico, infatti, è come un vincolo non discutibile. Contestarlo vuol dire informare il corpo che non si accetta chi lo ha generato e, questo, inutile sottolinearlo, può dar origine a patologie, come le malattie autoimmuni ma anche di altro tipo.
#malattieautoimmuni #origineemozionalepatologie#MedicinaBiologicaEmozionale #richiestabiologica

Una leadership “biologicamente corretta”… (per il benessere e l’evoluzione del singolo e del suo ambiente di riferimento)
La Natura non contempla la figura di un capo in cima alla piramide che fa solo i suoi interessi e dà ordini ai sottoposti, ma quella di un LEADER CHE HA UN RUOLO PRECISO nel “CERCHIO” del suo gruppo tenendo conto di cosa c’è all’interno e all’esterno di esso.
Il suo compito è agire al servizio e per il bene suo e degli altri, scende in campo per primo e si assume il rischio più alto ai fini del bene comune.

 Il capo che esprime il suo meglio potrebbe riuscire a tirare fuori il meglio dei propri collaboratori. L’ADATTAMENTO, progresso e forza della VITA, non è un compromesso, ma la capacità di esprimere il proprio massimo potenziale nell’ambiente in cui ci si muove in modo tale da stimolare la piena espressione di tutti e le migliori risposte dell’ambiente stesso. L’adattamento è il processo che usa la Natura per creare e mantenere l’EQUILIBRIO relazionale e comportamentale tra persona e “ambiente”. Per il Benessere e  l’Evoluzione di entrambi.

Siamo “compatibili” con ciò che facciamo? qui, ci sentiamo liberi di esprimere noi stessi?
Sentiamo l’”appartenenza” al nostro “branco” (gruppo di riferimento: famiglia, lavoro, amici…)?
L’APPARTENENZA, altra chiave per il Benessere, è ciò che mi fa sentire nel mio “branco”, perché ho un RUOLO, una posizione definita rispetto a quella degli altri componenti, e qualcosa che mi UNISCE. Per la Natura, l’appartenenza esiste quando c’è compatibilità. Nel senso che nel branco deve esserci la libertà di essere sé stessi, di esprimersi nella propria unicità, coprendo il miglior ruolo per ogni situazione. In Biologia, l’appartenenza ha lo stesso valore e concetto dell’insiemistica. I componenti, unici, si uniscono (legami) tra loro secondo una precisa relazione. Importante chiedersi: nel mio branco, cosa mi viene richiesto? cosa sento di dare?
Fondamentale sottolineare CHE L’APPARTENENZA È PRIMA DI TUTTO CON SÉ STESSI!

Ci scontriamo ancora con i nostri genitori da adulti? Le possiamo dire tutte su di loro, ci fanno impazzire a volte! Eppure, biologicamente, da adulti, ci può essere solo un vero confronto, nessuno scontro. 
Ai fini del nostro benessere, non li possiamo negare.
Un consiglio imposto, meglio accoglierlo, per valutare se dargli spazio nel nostro territorio. 
Più siamo in grado di stabilire l’ordine con loro, più teniamo ordine nel nostro “territorio”= salute. 
Arrabbiarsi con loro equivale ad accettarli totalmente nel proprio territorio senza concedersi la chance di scegliere.

Diversità? Meglio UNICITÀ!
Differenze, diversità sono concetti positivi per la nostra società, che spinge ad accettarli.Non per la Biologia, per cui siamo tutti uguali ma UNICI. Il significato biologico di Unicità va oltre: da una parte, porta la persona ad aver fiducia nelle proprie (uniche) qualità, dall’altra, la spinge a riconoscere, apprezzare quelle (uniche) degli altri. Ma l’adulto ancora legato al tema della competizione, utile solo per il bambino, non vede la sua Unicità e resta ancorato alla ricerca della propria identità.Un esempio, nello sport, è funzionale al benessere il comportamento dell’adulto che “compete” misurandosi sulla base della sua unicità per poi migliorarsi, non per dimostrare a qualcuno quanto è bravo….

La mente vede ciò che non funziona
LA BIOLOGIA VEDE CIÒ CHE PUÒ FUNZIONARE….
La mente non sempre è in grado di comprendere ciò che il corpo vive. Ne è un esempio il fatto che non sappiamo riconoscere il messaggio di una tensione, ad esempio, se è solo controllo o un’allerta utile.
Spesso la mente, che crede di non poter fare, di non riuscire, blocca la risposta necessaria per il riequilibrio mettendo in una condizione di allarme tutto l’organismo, ponendo, così, le basi per malesseri e disarmonie.

Problemi al colon: una intensa lotta interna…
Un caso-esempio tipico in cui potrebbero comparire è quello della donna innamorata del principe azzurro, che, però, è impegnato con un’altra donna e non decide mai con chi stare veramente. Lui la fa sentire la preferita ma di fatto resta con l’altra.
Qui, il colon in sofferenza evidenzia una forte contrarietà interna, per la paura di perdere l’uomo amato e la volontà di reagire.
La vera origine del sintomo è nel suo comportamento. 
L’agire crea le condizioni perché la malattia possa manifestarsi.

L’INDECISIONE è utile in Biologia per valutare la cosa migliore da fare per arrivare a una scelta ben precisa.
Un’immagine che rende l’idea: la freccia nell’arco teso che sta per scoccare… qui l’ “indecisione” serve per arrivare al momento giusto per l’azione.
CHE NON PUÒ DILUNGARSI…
Quando restiamo nella titubanza di un cambiamento, ad esempio, nella solita situazione e solo ci arrabbiamo ma non intraprendiamo l’azione, di lotta/fuga o di cambiamento, e prolunghiamo lo stato di indecisione andiamo incontro a una disfunzione.
Si “lotta” per qualcosa per cui vale la pena impegnarsi.
Si “fugge” perché la “lotta” non avrebbe alcuna utilità, non porterebbe a nulla…

NON-DIRE, NON-FARE, STAR ZITTI… quando avvertiamo un disagio/dolore e non lo affrontiamo, non ci assumiamo la responsabilità di agire, non diamo, quindi, risposte agli stimoli, costringiamo il corpo a un grande impegno.
Aumenta il carico di tossine, l’acidità del corpo, le infiammazioni che anticipano le patologie vere e proprie; anche gli ormoni si ritrovano a trasformare in grasso questa incapacità…
Ogni richiesta derivante da un bisogno infantile o da un’esigenza dell’adulto ha una importantissima funzione evolutiva per l’essere vivente e biologicamente non esiste richiesta che non possa essere soddisfatta attraverso una risposta o azione attiva ed equilibrata.

CERCHIAMO ARIA perché siamo pieni di aria, ce ne siamo “ingolfati” per non essere riusciti a rispondere alla richiesta biologica di ESPRIMERE NOI STESSI quando avremmo dovuto.
Manca l’aria anche perché abbiamo accumulato tanta tensione durante il giorno che poi sono necessarie piccole crisi “asmatiche” per compensare.
Quelle diurne passano inosservate, a volte, ma quelle notturne, nello stato di massima vagotonia del riposo, potrebbero farsi sentire.
MUOVERE IL CORPO PUÒ AIUTARE, POICHÉ METTE IN CONDIZIONE DI CONSUMARE L’ARIA IN ECCESSO.

CISTITE: chiediamoci se abbiamo fatto entrare qualcosa di indesiderato nel nostro “territorio”, se abbiamo fatto scelte solo mentali, che non ci soddisfano nel profondo… La cistite è un’alterazione batterica che ha la funzione di eliminare l’eccesso di acidità dovuto al “trattenere”, al restare in tensione. Gli zuccheri che il corpo richiama per questa funzione non biologicamente sensata acidificano e arriva il disagio. La funzione della vescica è legata alla nostra comunicazione verso l’esterno, rappresenta il passaggio dentro/fuori e ci fa capire se siamo rilassati o tesi emotivamente, ossia come percepiamo il nostro ambiente di riferimento.

Solo perdenti in una GUERRA, solo vincitori in una BATTAGLIA! La guerra è l’espressione patologica della parte malata della mente, implica sottomissione, sopraffazione, distruzione. Fa vittime e danni! Pensiamo alla guerra col tempo…
La battaglia è, invece, per la Biologia, espressione di vitalità con cui si stabiliscono ruoli e si manifesta la propria “forza”. Fa solo vincitori, senza vittime né schiavi, rende forti tutti. 
Vince chi riesce ad affermare la propria posizione rivelandosi un avversario degno. 
La battaglia genera opportunità, fa conquistare qualcosa in cui si crede, con un riconoscimento che va oltre il risultato.

Ogni Essere vivente ha la capacità di auto-mantenersi e auto-guarirsi… ma le cure aiutano… e l’integrazione tra medicine anche!
Per la biologia, non avremmo bisogno di nulla se non fosse per la mente che interferisce ostacolando l’auto-guarigione! La mente fa fatica a intraprendere il cambiamento necessario e il corpo mantiene il sintomo… tutto si protrae fino a mettere in pericolo la vita stessa…
Le cure aiutano perché possono stimolare i passaggi per la guarigione.
Il supporto della #MedicinaBiologicaEmozionale, che unisce le varie dimensioni della persona, può essere utile per massimizzare e potenziare gli effetti di cure e terapie di qualsiasi tipo.

CONFLITTO? Non un problema, ma la VITA stessa, per la Biologia! Basti pensare che tutti noi nasciamo da un “conflitto” di gioia!
Il corpo vive un conflitto quando percepisce come allarme improvviso uno stimolo proveniente dall’ambiente.
Il conflitto è l’attivazione di una RICHIESTA e serve al corpo per mettere in atto una reazione specifica per far fronte a un’emergenza.

La nostra REAZIONE ISTINTIVA di lotta/fuga ad un evento/allarme è irrazionale, inconscia e bypassa la mente, troppo lenta.
È colorata di EMOZIONI legate alle MEMORIE del passato.
Le emozioni, quelle istintuali per eccellenza, sono solo due: la RABBIA, ai fini della “lotta”, la PAURA, per fuggire dai pericoli.
La risposta più veloce allo stimolo / allarme viene dal sistema vegetativo, il più antico, che attiva sostanze organiche per far fronte all’evento, più zuccheri, ad esempio.
Poiché abbiamo sostituito quella capacità percettiva pura, quella dell’infanzia, con una legata alla morale e alla società, non siamo più in grado di riconoscere un allarme reale da uno che non lo è.
Per questo, tendiamo a sminuire con un “dai, va tutto bene” un allarme a cui reagire, e, al contrario, a mantenere attivi allarmi che non hanno più ragione di essere perché già vissuti nel periodo di formazione.
Tutto questo sbilancia fortemente il sistema vegetativo; nell’allarme, infatti, si attivano sostanze come l’adrenalina, tossiche quando non trasformate adeguatamente.

Siamo portati naturalmente al Cambiamento.
Ciò crea benessere a condizione di PORTARE a TERMINE quanto iniziato!La Biologia viaggia nella ripetitività che rinnova, che diventa novità. Gli animali, ad esempio, vivono sempre la stessa situazione come fosse nuova ogni volta.
Lo slancio verso il cambiamento arricchisce, ma quando è vissuto come la ricerca famelica del “sempre nuovo per non annoiarsi”, ciò non dà alcun benessere né alla persona né all’ambiente in cui agisce.

È la Forza più grande che abbiamo…
Se qualcosa non è biologicamente completato, risolto, ai fini del nostro massimo benessere, il corpo e l’ambiente ce lo ricordano costantemente. Sarebbe davvero distruttivo se “dimenticassimo” ciò che è fondamentale per noi!
Le situazioni si ripresentano sempre per un motivo funzionale all’equilibrio.
Il punto è imparare a leggerle e UTILIZZARLE ciascuno secondo la propria unicità!

Malattie croniche, tante, senza idea della loro causa prima! Già che ci siamo, chiediamoci pure perché patologie tipiche dell ’età avanzata riguardano sempre più i giovani! Ciò che può aiutare a comprenderne l’origine e indicare soluzioni è guardare agli aspetti EMOZIONALI e COMPORTAMENTALI e leggerne il SENSO BIOLOGICO.
Rimedi e farmaci, pur aiutando, non possono evitare che le malattie diventino croniche se non riconosciamo il vero problema che vi si cela.

Non troviamo le risposte che cerchiamo?
?Chiediamoci se stiamo guardando nella direzione giusta… e se ci troviamo nel “nostro” ambiente, con persone e situazioni che ci “nutrono”, in cui stiamo bene e ci sentiamo a nostro agio.
?Le soluzioni per il benessere potrebbero essere a portata di mano! La Biologia è semplice. ? lerispostechecerchiamo #MedicinaBiologicaEmozionale #iscrizionientromarzo2019

SPERIAMO DI SOPRAVVIVERE A QUESTA GIORNATA! quante volte ci ritroviamo a dirlo? Riflettiamo: viviamo, senza rendercene conto, come in un costante stato di allerta …come di sopravvivenza! Ma quest’ultima è, di fatto, un programma speciale che la Natura mette in atto solo per far fronte alle emergenze e per periodi limitati di tempo per l’enorme impiego di energia che comporta! L’attivazione di allarmi e risorse senza un motivo biologicamente sensato e per un tempo prolungato, porta a disfunzioni, che chiamiamo stress e poi malattia…

RESPONSABILITÀ… non dovere!
Il dovere crea dipendenza. Si adempie alle proprie responsabilità quando si vivono le situazioni PIENAMENTE. Cioè, in base a: ciò che il CORPO chiede, quanto evidenzia l’“AMBIENTE di ciascuno
e con la consapevolezza della MENTE.

È REALE O NO ciò che appare ai nostri occhi, quando guardiamo qualcosa, qualcuno?
Noi vediamo quello che vorremmo, desideriamo o di cui abbiamo bisogno!
La Verità è nel sintomo, che evidenzia proprio la differenza tra quanto esiste nella realtà e quanto cerca la nostra mente!
La Verità è, quindi, nel corpo, che rileva ciò che va oltre il senso della vista…

Sfortuna, problema, negatività, per qualcosa che ci capita?
Biologicamente, è una RICHIESTA che ci fa la Vita di un cambiamento che:
– è NECESSARIO
– è POSSIBILE
– SIAMO in CONDIZIONE di attuare
Qui la Vita ci chiede di vivere al 100% il nostro potenziale come condizione per il benessere! 
Punto di partenza è sempre la comprensione di ciò che stiamo vivendo in un certo momento…e COME lo stiamo vivendo! Prevenzione?

Nell’unione uomo-donna, la parte più importante, quella che produce benessere ed equilibrio, ha a che fare con l’INTESA, la COMPLICITÀ, basilari in tutto, nella comunicazione tra loro, nella loro libera espressione, nella fondamentale creatività… 
Ciò realizza il “sogno biologico” più elevato: il ricongiungimento maschio/femmina nell’unità, dopo un continuo ricercarsi, perdersi, ritrovarsi. 
Tutto il romanticismo della coppia… nella Biologia!

RESPONSABILITÀ… non dovere!
Il dovere crea dipendenza. Si adempie alle proprie responsabilità quando si vivono le situazioni PIENAMENTE. Cioè, in base a:
– ciò che il CORPO chiede,
– quanto evidenzia l’“AMBIENTE di ciascuno 
e con la consapevolezza della MENTE.

Sei IMPULSIVO o RIFLESSIVO? Biologicamente, sei Attivazione o Inibizione? … o una combinazione di entrambi? Uno degli assi portanti del personalissimo #CodiceBiologicoEmozionale che parla della forza di reazione agli stimoli, aiuta a individuare non solo organi e sistemi specifici maggiormente utilizzati e la predisposizione a eventuali disturbi e patologie, ma anche il carattere, le inclinazioni, persino l’assorbimento dei nutrienti.
In generale, ad esempio, chi è in attivazione tende a utilizzare di più il sistema endocrino; la persona in inibizione, il sistema Neurovegetativo…
Ma la persona esplosiva potrebbe pure essere riflessiva e il falso calmo impulsivo…
Qui entra in campo la combinazione delle tante espressioni e dimensioni che rendono l’individuo Unico e che la #MedicinaBiologicaEmozionale evidenzia ai fini del Benessere.

La RELAZIONE, per la Biologia IL PUNTO PIÙ ALTO ! Perché è qui che si realizza il Benessere. Qui nasce una nuova vita, nel senso che dal confronto con un altro IO nasce il NOI che riporta informazioni all’IO singolo.
Nel caso della coppia, nulla è al di sopra! Neanche i figli…
Ciò che viviamo nella relazione è assimilabile al cibo che ingeriamo. Se è “cibo tossico”, quindi, non compatibile con il singolo IO, ciò causa alterazioni che si ripercuotono su tutte le funzioni.

CERCARE UN PARTNER è perseguire il benessere. Per la Biologia è, infatti, nell’unione che si realizza una condizione ottimale in cui tutto funziona! Sembra un’utopia, in realtà ciò è possibile quando si raggiunge la fondamentale UNIONE CON SÉ STESSI esprimendo la propria Verità!
Il corpo guarda solo l’Unione, la mente vede la separazione.
Quando ci si sente separati con l’altro lo si è dentro di sé!
Sentirsi uniti con sé stessi è essere uniti con Tutto.

Nell’unione uomo-donna, la parte più importante, quella che produce benessere ed equilibrio, ha a che fare con l’INTESA, la COMPLICITÀ, basilari in tutto, nella comunicazione tra loro, nella loro libera espressione, nella fondamentale creatività, e in ogni più piccola condivisione.
Ciò realizza il “sogno biologico” più elevato: il ricongiungimento maschio/femmina nell’unità, dopo un continuo ricercarsi, perdersi, ritrovarsi.
Tutto il romanticismo della coppia… nella Biologia!

Per la Biologia, esiste la COPPIA, non la società!
Partner, collega di lavoro, amico… relazioni di natura diversa, ma per la Natura, sempre “di coppia”.
Il collega di lavoro lo si percepisce, infatti, come maschio o femmina della coppia e lei/lui fa lo stesso.
Qui si realizza il CONFRONTO, portare sé stessi nell’altro: ESPRIMERSI e ACCOGLIERE L’ALTRO.
Il confronto serve per capire chi siamo, dove siamo, il nostro ruolo, prenderci le nostre responsabilità.
Il valore si trae solo dal confronto. Il conflitto di separazione è una necessità biologica.
Ha senso da adulti perché chiarisce la posizione della persona, indica il tipo di relazione che si desidera avere con qualcuno e a quali condizioni, serve a stabilire “unioni”, a rinnovarle oppure no.
Il vero conflitto, che ancora ci si porta dietro, l’unico da risolvere, è solo quello verso mamma e papà e risale alla fase di formazione biologica (che termina a 12 anni circa).

FAR SAPERE all’ESTERNO per ESSERE CIÒ CHE SI È e POTERLO ESPRIMERE… è la traduzione pratica della Comunicazione, fondamentale per la Biologia.
Nel comunicare c’è tutta la sostanza di un messaggio inviato che torna carico di informazioni utili per comprenderci e agire per stare bene. Perché LA VERITÀ È QUELLA CHE RITORNA!

Un NO detto per affermare noi stessi mette in pace il nostro STOMACO…

TU NON MI CAPISCI…
essere nella pretesa, sovrapporsi all’altro nel parlare o nel comportamento, cercare di giustificarsi, sono dimensioni non-Funzionali biologicamente, che il corpo vive come un disagio perché non-reali, neanche a livello razionale. L’Equilibrio che dà benessere è nel: “ti ascolto mentre parli, senza giudizio, né giustificandomi”, dove l’ascolto va ad accogliere il messaggio che sta dando l’altro.
Io parlo, tu mi ascolti – tu parli, io ti ascolto, potrebbe rivelarsi un valido, e non sempre scontato, esercizio! In Biologia esiste la certezza della comunicazione… sganciata dalla risposta!

TRADIRE, un partner, un amico… è tradire sé stessi!
Per la Biologia la relazione, di qualsiasi natura, è fondamentale. Qui c’è il massimo confronto e qui si esprimono le singole potenzialità sulla base della verità.
Spesso, però, per via del nostro passato, tendiamo a non esprimere noi stessi per non rivivere momenti difficili o aspetti dolorosi della vita. Per questo, inconsciamente, scegliamo di non essere totalmente veri, di non dire ciò che il corpo vorrebbe esprimere e, quindi, mettiamo tra noi e ciò che vorremmo dire una barriera, cioè, tradiamo la nostra espressività, la nostra potenzialità, in pratica, tradiamo chi siamo. È tanto forte questo che arriviamo a dire di amare una persona e di scegliere, poi, di vivere momenti intimi con chi invece non ci crea esattamente lo stesso coinvolgimento. Tradiamo perché abbiamo paura della verità. E chi tradisce lo fa sempre e solo verso se stesso poiché esprime una verità che non gli appartiene.

Il mestiere del BAMBINO: far diventare adulti i GENITORI …è il COMPITO affidatogli dalla NATURA! E comunica con i genitori con le sue modalità attivando agitazione, una dermatite, influenza lunga, insofferenza, problemi a scuola, dislessia…
Quando il comportamento dei genitori non è biologicamente da adulto, il bambino è portato a fare cose non sue, come se si assumesse responsabilità al posto dei genitori.
Nel rapporto con i nostri figli riconosciamo se il nostro comportamento è da adulti o se attiviamo dinamiche infantili riproponendo bisogni insoddisfatti da piccoli. Quindi, se siamo genitori o figli.
Il fatto è che non possiamo essere figli da adulti, ciò è incompatibile con la vita, e il corpo, per portarci verso l’equilibrio e il benessere, ce lo fa notare con i sintomi.

MASCHI FORMOSI? Pancia, mammelle, glutei accentuati denotano un maschio che non è in grado di “lottare”, nel senso che non AGISCE in quanto tale. E la Natura che fa? Lo rende più femminile: più ormoni e più grasso, proprio perché NON ESPRIME IL SUO ESSERE MASCHIO!
Una forma fisica più maschile, anche dimagrire, derivano dal comportamento, dall’agire…

L’APATIA, la non espressione dell’IO, disorienta il FEGATO, organo vitale che permette l’AGIRE. Dispensa intelligente e filtro sottile, il fegato lavora per mantenere le sostanze necessarie a ogni tessuto del corpo in modo che possa esprimere al massimo le sue funzioni.
Il fegato si nutre DI CIÒ CHE FACCIAMO! Quando subentra l’apatia nel comportamento, ovvero uscita dallo stato attivo dell’azione, il fegato non sa più cosa sia utile, le sostanze ristagnano e la conseguenza di disturbi e malattie diventa inevitabile.

SI CADE, SI INCIAMPA…perché?
Sbattere, ferirsi, cadere… non è un caso, ma una precisa RICHIESTA BIOLOGICA di PORTARE L’ATTENZIONE SU CIÒ CHE VIVIAMO in un certo momento.
Succede quando poniamo lo sguardo lontano da noi e non in ciò che facciamo, nel nostro agire. Siamo nel presente ma ci poniamo altrove, lontano..

SENTIRSI IN OPPOSIZIONE verso qualcuno o qualcosa attiva la richiesta di GLUCOSIO poiché l’”opporsi” comporta un aumento della tensione tonica muscolare che consuma molti zuccheri.
Opporsi altera l’indice glicemico con aumento glicemia, o la funzione glicemica, con aumento/diminuzione di peso, ph alterato, etc.
L’opposizione è ricorrente nei DIABETICI, che tendono a non essere mai d’accordo… Il Conflitto di opposizione verso qualcuno o qualcosa è anche chiamato il conflitto degli zuccheri.
La base dell’ 80% delle patologie può essere riconducibile all’eccesso di zuccheri o di ossigeno, notoriamente acidificante. Da una parte tendiamo ad allontanare ciò che ci serve, dall’altra, biologicamente, l’attraiamo attraverso il sintomo, che è la nostra opportunità di benessere.

Cibi tanto ricercati, ci nutrono davvero come crediamo?
Un esempio: la lotta con qualcuno nei nostri pensieri il corpo la vive come reale e si comporta biochimicamente di conseguenza! Perciò non assimilerà i nutrienti dal cibo assunto in un dato momento ma si orienterà verso l’assorbimento di zuccheri perché ha necessità di forza per affrontare un evento…anche solo creato nella mente!

La nostra REAZIONE ISTINTIVA di lotta/fuga ad un evento/allarme è irrazionale, inconscia e bypassa la mente, troppo lenta.
È colorata di EMOZIONI legate alle MEMORIE del passato.
Le emozioni, quelle istintuali per eccellenza, sono solo due: la RABBIA, ai fini della “lotta”, la PAURA, per fuggire dai pericoli.
La risposta più veloce allo stimolo / allarme viene dal sistema vegetativo, il più antico, che attiva sostanze organiche per far fronte all’evento, più zuccheri, ad esempio.
Poiché abbiamo sostituito quella capacità percettiva pura, quella dell’infanzia, con una legata alla morale e alla società, non siamo più in grado di riconoscere un allarme reale da uno che non lo è.
Per questo, tendiamo a sminuire con un “dai, va tutto bene” un allarme a cui reagire, e, al contrario, a mantenere attivi allarmi che non hanno più ragione di essere perché già vissuti nel periodo di formazione.
Tutto questo sbilancia fortemente il sistema vegetativo; nell’allarme, infatti, si attivano sostanze come l’adrenalina, tossiche quando non trasformate adeguatamente.

Siamo portati naturalmente al Cambiamento.
Ciò crea benessere a condizione di PORTARE a TERMINE quanto iniziato! La Biologia viaggia nella ripetitività che rinnova, che diventa novità. Gli animali, ad esempio, vivono sempre la stessa situazione come fosse nuova ogni volta. Lo slancio verso il cambiamento arricchisce, ma quando è vissuto come la ricerca famelica del “sempre nuovo per non annoiarsi”, ciò non dà alcun benessere né alla persona né all’ambiente in cui agisce.

Ogni volta che SENTIAMO di DOVERCI DIFENDERE, il corpo accumula ZUCCHERI! Un carburante disponibile immediatamente in tutte le situazioni che richiedono rapidità di azione nel sistema mente-corpo-psiche alla richiesta MI DEVO DIFENDERE!
In generale, il nostro corpo cerca soprattutto zuccheri, proteine, grassi.
Le proteine rispondono alla richiesta: DEVO PORTARE FORZA AL MIO CORPO.
I grassi sono la nostra scorta, per la richiesta biologica di PROTEZIONE…
Per saperne di più, vai su: http://www.medicinabiologicaemozionale.com/…/metabolismo-e…/

…ma l’AMORE, in biologia, dov’è? L’equilibrio assoluto è l’amore universale, in continuo rinnovamento, l’unione completa col tutto.
Nel flusso dell’evoluzione, in linea con le leggi della natura. L’amore in biologia, è l’equilibrio perfetto, dove c’è adattamento. Ma l’adattamento non è il compromesso, dove mi faccio andar bene qualcosa che non mi va bene,
ma agire, cambiare per utilizzare ciò che l’ambiente offre, ed essere in sintonia con esso.
Un adattamento funzionale, che porti equilibrio e non lasci nulla in sospeso. È l’adattamento che permette l’evoluzione. Un esempio di adattamento è la relazione !
Nel senso di “posso fare meglio accettando quello che ho…”
Accettare, in biologia, è prendere atto, prendere in carico, prendere completamente quello che c’è, anche se non significa che mi sta bene… accettare qualsiasi risultato mi aiuta a tirare fuori il meglio di me!
In natura la soluzione ad un problema c’è e viene dall’utilizzo di ciò che accade..

Competizione, sfida? Ni ! Ci viene inculcata, per essere al top… ma secondo la biologia gli adulti in competizione sono solo bambini che giocano a qualcosa che non serve e, per giunta, rivolto ai propri genitori! Mostrare chi è più bravo è utile solo al bambino che ha l’esigenza di misurarsi con mamma e papà per crescere.
Il senso di una competizione da adulti è costruttivo: prendere il plus che l’altro offre per fare meglio… tutti d’accordo, vero?

Il momento di CAMBIARE❓Lo indica la Biologia… con le istruzioni per l’uso. Tramite il MIO “AMBIENTE”, che riflette ESATTAMENTE CIÒ CHE HO DENTRO DI ME: situazioni, relazioni con familiari, amici, figli, partner, accadimenti, incidenti, etc. tutto quello che mi riguarda è l’IMMAGINE PRECISA del mio Essere che contiene pure le INDICAZIONI per il benessere. Per questo, interpretare solo il sintomo è come correre dietro al problema…L’ambiente evidenzia qualcosa che DEVE cambiare e che è POSSIBILE.
È quando la persona non agisce, poi, che nasce il sintomo.
È quando si rimane succubi dell’ambiente che ci si ammala.
La GUARIGIONE è comprendere il cambiamento interiore necessario, per poi AGIRE. Il corpo ha già le soluzioni.
Dobbiamo solo impedire alla nostra mente di interferire ricavando piccole chiavi di lettura tramite l’”ascolto” e la percezione. Si può cominciare dal porre l’attenzione non su cosa facciamo ma sul COME lo FACCIAMO.

E se vi dicessimo che tutto ciò che facciamo entrare nel nostro mondo personale è Nutrimento? non solo il cibo, ma Scelte, Relazioni, e persino la nostra Identità… e che tutto è rivelato dal nostro corpo?